Esiste una problematica importante
e diffusa, ufficializzata solo nell’aprile del 2007 dal MBP
Gruppo produttori membrane bitume polimero, legata alla posa delle
membrane bituminose su supporto in cemento cellulare. La nota tecnica
emanata recita testualmente:
“Oggetto: determinazione delle cause del degrado precoce
rilevato in alcune zone dei manti impermeabili costituiti da membrane
bitume polimero posate a vista su cemento cellulare.
In merito al tema in oggetto desideriamo specificare quanto segue:
• il problema è stato sottoposto al Comitato Tecnico
del gruppo Membrane Bitume Polimero di Federchimica, in quanto è
stato riscontrato che il fenomeno è ampiamente diffuso ed indipendente
dal tipo di membrana impiegato. A tal proposito il Comitato Tecnico
ha deciso di procedere ad una più approfondita analisi del
fenomeno per evidenziarne le cause, sulle quali sarà nostra
cura tenerVi aggiornati.
• i fenomeni di invecchiamento accelerato e di danneggiamento
della superficie possono essere originati da molteplici fattori, quali:
1. scarsa adesione del manto al cemento cellulare, dovuta ad insufficiente
coesione superficiale dello stesso che non consente di ottenere un
buon ancoraggio ed espone l’impermeabilizzazione sia all’azione
del vento, con conseguenti problemi di contrazioni, pieghe, abrasioni
e ritiri che la danneggiano precocemente, sia all’azione della
grandine, che, rispetto ai manti ben incollati, deteriora con maggior
facilità quelli poco aderenti.
2. scarsa resistenza a compressione del cemento cellulare, che sottoposto
a carichi, come ad esempio il pedonamento degli addetti alla posa
o lo stoccaggio dei materiali di cantiere, si deforma permanentemente
causando la formazione di depressioni che danno origine a ristagni
d’acqua sul manto, con conseguente innesco di fenomeni degenerativi
dello stesso. Tali fenomeni, pur interessando solo superficialmente
la membrana, senza pregiudicarne la prestazione di tenuta all’acqua,
innescano comunque deterioramenti localizzati.
3. l’applicazione delle membrane bituminose su cemento cellulare
avviene frequentemente su un getto non perfettamente asciutto in tutto
il suo spessore ed inoltre lo strato di cemento cellulare normalmente
non è protetto da una barriera al vapore. Tale situazione provoca
un ristagno di umidità al di sotto del manto impermeabile,
causato dalla condensazione del vapore acqueo che migra, nelle ore
di insolazione, verso la superficie esterna e, non trovando sfogo,
si condensa sotto il manto nelle ore più fredde della giornata,
concentrandosi principalmente nelle zone in cui il manto è
meno aderente. La condensa che evapora nuovamente per successiva insolazione
causa progressivamente la formazione di bolle, in corrispondenza delle
quali il manto si può degradare precocemente.
4. la presenza costante di umidità può causare la migrazione
di additivi “schiumogeni”. Tali additivi, usati per la
preparazione del cemento cellulare, sebbene di composizione a noi
ignota, sono certamente di natura organica, pertanto potenzialmente
aggressivi.
• Una indagine condotta presso i produttori di cemento cellulare
ci ha confermato la natura organica di alcuni componenti; tuttavia
non siamo in possesso dell’esatta composizione e ad oggi risulta
pertanto impossibile verificare se la reazione tra queste sostanze
e la membrana possa essere causa di degrado precoce del manto
impermeabile.
CONCLUSIONI:
I fattori citati ai punti 3 e 4 sono probabilmente la principale causa
dei problemi riscontrati in applicazioni su cemento cellulare; tuttavia
deve essere tenuto in considerazione anche quanto indicato nei punti
precedenti. Le informazioni fornite sono al meglio delle nostre attuali
conoscenze; qualora dovessero emergere nuove informazioni, sarà
nostra cura darvene immediato riscontro.
Al momento, in via precauzionale, il Comitato Tecnico del Gruppo MBP
sconsiglia l’applicazione delle membrane bitume polimero a diretto
contatto con cemento cellulare, se non tramite interposizione di un
massetto cementizio tradizionale o di un elemento termo-isolante.”
A tutto ciò il nostro ufficio tecnico vuole aggiungere alcuni
punti integrativi sulla base delle proprie esperienze. Chiaro deve
essere comunque che, non essendo la nostra azienda dotata di proprio
laboratorio chimico, tali osservazioni dovranno essere prese solo
come puro dato statistico:
a) Il fenomeno riguarda anche alleggeriti con perle di polistirene.
b) La posa di aeratori ritarda ma non elimina il fenomeno.
c) Il fenomeno non è riscontrabile nella totalità delle
impermeabilizzazioni su alleggerito.
d) I tempi di riscontro delle prime avvisaglie dipendono anche dalla
stratigrafia del manto. (In un monostrato si possono avere i primi
“sintomi” prima dei 36 mesi dalla posa)
In ultima analisi si può affermare che, come recita la nota
tecnica, ad oggi la soluzione certa ad una problematica in essere
non esiste. Si propongono “in via precauzionale” accorgimenti
(interposizioni di massetti o pannelli) di presunta efficacia e soprattutto,
chi li propone non sembra volersene accollare eventuali responsabilità.
Questa pagina è stata creata con l’unica intenzione di
contribuire alla sensibilizzazione di tecnici e costruttori ad una
problematica troppo spesso sottovalutata. Vogliamo pertanto escludere
a priori che la presente sia rivolta a denigrare caratteristiche/qualità
di materiali o soluzioni che, come abbiamo riscontrato nelle maggior
parte dei casi, non hanno avuto fenomeni di incompatibilità. |
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